Nunzio IACOBONE
Lavoratore prodigioso, svolse le sue ricerche in campi di grandi ampiezze e diversità: dalla storia archeologica a quella civile, politica ed economica. Fu letterato di gusto, di vasta sensibilità e dottrina. Primogenito di una famiglia numerosa canosina, il Prof. Nunzio lacobone ben presto si dedicò alle ricerche riguardanti il paese che gli dette i natali nel 1879. Seguì gli studi classici e fu allievo del Prof. Beloch presso l'Università di Roma ove si laureò in lettere nel 1904. L'anno successivo nacque "Canusium" il suo capolavoro, che ha avuto diverse ristampe ed è stato accolto sempre con entusiasmo da studiosi e critici. Prestò la sua opera di insegnante nelle scuole gestite dalla Società
per l'istruzione popolare gratuita, e gli venne assegnata una medaglia d'argento al merito. Nel 1912 pubblicò "Venusta, storia e topografia", ancora reperibile nelle librerie di Venosa. Già membro della Commissione provinciale dei monumenti di Bari, nel 1930 accettò la carica di Preside dell'Istituto Magistrale di Lecce. A Lecce fu consigliere comunale e, per diversi anni, fu anche presidente della società calcistica della città. Per 15 anni fu Presidente della sezione provinciale della Dante Alighieri che gli assegnò una medaglia d'oro. Nel 1939 gli fu pubblicata a Milano, Editore Trevisini, un'antologia latina, "Ver Italicum ", che ebbe tanto successo da essere ristampata in 15 edizioni. Morì a Lecce nel 1945.

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